Grecia: Nikos Maziotis è stato liberato! Comunicato del compagno
Apprendiamo con gioia la liberazione del compagno Maziotis, dopo una lunga detenzione. Ringraziando chi l’ha fatta, pubblichiamo la traduzione del comunicato del compagno, diffuso pochi giorni prima della sua liberazione:
Un settembre speciale…
Oggi, 2 settembre, ricorre l’anniversario di una delle azioni più significative compiute da “Lotta Rivoluzionaria” e, più in generale, dal movimento di guerriglia urbana nazionale: l’attentato con un’autobomba contenente 150 chili di esplosivo ANFO contro la Borsa di Atene, nel 2009.
Già allora Lotta Rivoluzionaria parlava della crisi, a partire dal 2005, prima che scoppiasse negli Stati Uniti e prima che colpisse il nostro Paese nel 2009-2010. Parlavamo in quel momento dei memorandum di salvataggio prima ancora che fossero imposti.
Parlavamo dell’opportunità, in quel momento, di un rovesciamento di sistema e di una rivoluzione che purtroppo non si sono mai concretizzati.
Il 5 settembre 2003 segna l’anniversario dell’inizio dell’attività di Lotta Rivoluzionaria, con il doppio attentato dinamitardo al tribunale di Evelpidon ad Atene.
Tra pochi giorni, il 14 settembre, sarò rilasciato al termine della mia pena, dopo aver scontato 14 anni di carcere più sei anni di riduzione per lavoro, per un totale di 20 anni di reclusione, è la condanna che mi è stata inflitta per le attività di Lotta Rivoluzionaria.
In un’epoca in cui i codici penali e “penitenziari” continuano a cambiare uno dopo l’altro, prolungando la durata delle condanne e il periodo effettivamente scontato, anche attraverso manipolazioni illegali relative all’applicazione retroattiva delle leggi, in cui la priorità costante dello Stato è sempre stata quella di occuparsi dei propri oppositori politici, sono il primo detenuto nelle carceri greche, e il primo prigioniero politico condannato a una pena detentiva di 20 anni a tempo determinato, a scontare l’intera pena senza sospensione, come era di consueto fino ad ora. Questo esito è il risultato del fatto che nei tribunali di Lamia hanno respinto la mia richiesta di libertà condizionale per sette volte, con la motivazione che non mi sono “riabilitato”, non ho mostrato un “miglioramento” morale e mi rifiuto di riconoscere come criminali le azioni di Lotta Rivoluzionaria.
Su questo hanno ragione! Durante un’udienza del consiglio della magistratura, quando mi è stato chiesto se fossi stato «riabilitato», ho risposto che ciò non sarebbe accaduto nemmeno tra un milione di anni.
Mi rifiuto quindi di adottare la loro «moralità», la moralità della sottomissione, né ho in alcun modo riconsiderato le azioni di Lotta Rivoluzionaria, che erano benefiche e necessarie per la maggioranza sociale, per il popolo e la classe operaia, poiché erano dirette contro il criminale sistema di potere capitalistico-statale. Soprattutto nelle condizioni odierne, in cui il sistema diventa sempre più brutale, condannandoci a una vita di schiavitù del debito, condannandoci alla povertà e all’indigenza, spazzando via popoli e popolazioni ritenuti superflui attraverso guerre, genocidi e le politiche messe in atto per preservare se stesso, e uccidendo lentamente ma inesorabilmente il pianeta su cui viviamo per il profitto e il potere di una minoranza vergognosa.
In queste condizioni, la lotta contro lo Stato e il capitale non è solo giusta, ma anche necessaria e imperativa.
Non cambierei minimamente le mie scelte politiche e di attivismo, anche se potessi tornare indietro nel tempo.
Questo esito, ovvero scontare integralmente la mia pena, ha un lato positivo, poiché non sarò nemmeno soggetto a misure restrittive, il che significa che non dovrò presentarmi alla stazione di polizia locale ovunque andrò a vivere.
Dal profondo del mio cuore, ringrazio tutti i miei compagni, tutti coloro che in qualsiasi modo si sono mostrati solidali con noi in tutti questi anni, con noi, i membri di Lotta Rivoluzionaria, che siamo rimasti fedeli alle scelte di lotta che abbiamo fatto.
NESSUN RIPENSAMENTO, NESSUN RIMPIANTO
VIVA LA LOTTA RIVOLUZIONARIA
ONORE PER SEMPRE AL COMPAGNO LAMBROS FOUNTAS
2 settembre 2026
Carcere di Domokos,
Nikos Maziotis
